Maria Marletta nasce a Catania il 20 luglio 1889. Sin da giovane intuisce e sperimenta la grande e profonda verità che Dio ci ama per primo e in modo infinito e misericordioso. Attratta da questo Amore, in un momento di grazia, colpita da gravi situazioni di ragazze in pericolo perfino nell’ambito della propria famiglia, concepisce il progetto di accoglierle, curarle, proteggerle.
 
Cominciò prima ad aprire un piccolo laboratorio con lo scopo di incontrarsi con la gioventù per aiutarla, consigliarla, proteggerla.
 
In seguito matura la sua specifica vocazione: dedicarsi all’educazione dei bambini e delle giovani maggiormente bisognosi di aiuto e di conforto.
 
Il 14 settembre 1921, dopo non poche difficoltà, dà inizio a una piccola “casa famiglia”. Sorge così l’opera che successivamente si concretizzerà con la fondazione di una nuova famiglia religiosa a servizio della gioventù: la Congregazione delle «Suore Serve della Divina Provvidenza», riconosciuta dalla Chiesa locale il 27 novembre 1957 e approvata dalla Santa Sede il 2 febbraio 1982.
 
Animata da coraggio evangelico, madre Maria Marletta tentò vie nuove e ricercò appassionatamente forme apostoliche rispondenti ai segni dei tempi. Nella sua intuizione materna ebbe cura che le giovani, uscendo dall’Istituto, avessero la possibilità di procurarsi un lavoro per il loro sostentamento e un’onesta posizione nella società. Volle perciò che si qualificassero, ciascuna secondo la propria inclinazione, attraverso corsi di addestramento professionale.
 
Le attirava spontaneamente a sé per la sua pietà viva e per l’entusiasmo giovanile che metteva in ogni sua azione; doti che sapeva infondere in coloro che condividevano il suo ideale di vita religiosa.
 
Madre Maria Marletta intraprendeva ogni iniziativa con distacco personale e quando raccoglieva frutti di bene, li attribuiva a Dio pensando che da lei venivano solo gli zeri davanti ai quali Dio – come spesso diceva – aveva posto il numero uno che dava valore a tutta la cifra. Amava ripetere alle sue figlie: «Lasciate che Dio lavori e noi eclissiamoci: più saremo sinceramente umili, più scompariremo, più abbondanti saranno i frutti».
 
Dopo la sua morte avvenuta il 25 settembre 1966, le suore, collaborate da laici a vario titolo, continuano a vivere il carisma della Fondatrice.